Non basta conoscere i rischi: occorre saperli comunicare.
È questo il messaggio emerso dal Seminario ANRA, tra i principali eventi organizzati dall’Associazione Nazionale Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali, che ha posto l’attenzione sul valore strategico della comunicazione nella gestione del rischio.
Milano ha ospitato giovedì 22 ottobre, in Monte Rosa 91, il Seminario ANRA 2026, Cultura e comunicazione del rischio per una governance efficace.
Dalla percezione del rischio alle decisioni strategiche dell’azienda, uno dei principali eventi organizzati da ANRA, dedicato alla community di Risk e Insurance Manager, che ieri ha contato 620 partecipanti.
Nel corso della giornata sono stati, inoltre, presentati i risultati della nuova ricerca promossa da ANRA e AON e realizzata da Eumetra sull’evoluzione della percezione del rischio tra cittadini e imprese italiane, a dieci anni dalla prima edizione dello studio.
L’indagine evidenzia una crescente maturità della cultura del rischio nel Paese: la quota di cittadini che considera il rischio “una cosa importante a cui pensare con attenzione” è passata dal 59% al 75% nell’ultimo decennio, mentre tra le imprese cresce l’attenzione verso rischi emergenti e sistemici, con gli eventi naturali catastrofali e i rischi climatici oggi inclusi tra le principali aree di presidio per il 57% delle aziende intervistate.
“Abbiamo costruito un programma che mette insieme punti di vista diversi: accademico, manageriale, istituzionale e imprenditoriale. Ma la domanda di fondo resta la stessa: come possiamo prendere decisioni migliori in un mondo sempre più complesso e interconnesso? Credo sia proprio questa la missione del risk management moderno. Non solo proteggere il valore, ma contribuire a crearlo”, ha commentato la Presidente ANRA Gabriella Fraire a margine dell’evento.
“Dieci anni fa ANRA ha avviato questo osservatorio per comprendere come evolve la percezione del rischio nel nostro Paese. Oggi vediamo cittadini e imprese più consapevoli rispetto al passato, ma la consapevolezza da sola non basta: il vero salto di qualità avviene quando il rischio entra nei processi decisionali e diventa un elemento concreto di resilienza e creazione di valore. La ricerca ci mostra che la cultura del rischio sta maturando, ma anche che esiste ancora un importante spazio di crescita nella capacità di trasformare la consapevolezza in azione”.
Dalle sale alla zona espositiva, 32 relatori e 25 stand hanno fatto della giornata anche un’occasione di incontro e scambio tra professionisti. Il programma, tra keynote, sessioni plenarie e quattro tavole rotonde, ha messo in relazione cultura del rischio, comunicazione e governance: dai modelli di maturità e dalle responsabilità del management e degli amministratori, alla gestione della crisi in un contesto segnato da digitale e intelligenza artificiale, fino alla cognitive governance.
Nel corso della cerimonia di apertura, il Presidente di FERMA, Philippe Cotelle, ha ribadito che sarà Milano a ospitare il FERMA Forum 2028. La sessione di apertura è proseguita con l’intervento dell’Assessore Marco Granelli, in rappresentanza del Comune di Milano, per i saluti istituzionali.
“Nella mia vita ho visto organizzazioni prendere ottime decisioni partendo da informazioni imperfette ma ben comprese; al contrario, ho visto situazioni con analisi impeccabili che non hanno prodotto i risultati sperati perché non erano state comunicate correttamente o non erano davvero entrate nel processo decisionale. Per questo, quando penso ai risk manager di oggi, penso che debbano essere molto più che professionisti tecnici: devono avere anche capacità comunicative, saper tradurre la complessità, comunicare l’incertezza, confrontarsi con i manager, dialogare con il consiglio di amministrazione. Spero che da questa giornata non ci si porti a casa solo nuovi strumenti e conoscenze, ma anche una riflessione sul ruolo del risk manager nelle organizzazioni del futuro”, ha sottolineato il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico ANRA, Maurizio Castelli.
Il confronto ha mostrato come il tema riguardi l’intero sistema e non solo le imprese: informare, coinvolgere e decidere presuppone un linguaggio comune tra aziende, istituzioni e cittadini.
In questo quadro il Risk Manager ha il compito di tradurre il rischio in informazioni utili a chi guida l’organizzazione. Cultura del rischio, governance e responsabilità del board sono i presupposti per muoversi in uno scenario che cambia rapidamente, in cui le nuove tecnologie trasformano il modo di informare e di gestire le emergenze.